Recensione: Tu Sarai – Benedetta Esse Cucci (Singolo)

11146225_683199145123634_4927243454038056276_nPensavo che l’impresa più ardua per quanto riguarda le mie recensioni fosse quella che ho scritto per Endless Forms Most Beautiful, l’ultimo lavoro dei Nightwish. Invece oggi mi ritrovo a scrivere del singolo di debutto di una delle persone più belle e meravigliose che io abbia mai avuto la fortuna di conoscere.
Come posso rimanere oggettivo su un prodotto che ho visto crescere, anche se solo marginalmente? Voglio dire, conoscendo l’artista in questione, posso supporre quello che è stato inserito in questo brano, le difficoltà nello scriverlo, le perplessità e le insicurezze che ne sono derivate, fino all’emozione davanti al prodotto finito. Un lavoro praticamente impossibile. Eppure sono qui.

Tu Sarai di Benedetta Esse Cucci rappresenta l’ingresso di una giovane e promettente artista, con un grandissimo potenziale, piena di cose da dire e di volersi fare posto fra le stelle del panorama italiano e internazionale. Parliamo di una ballata molto dolce, dalla struttura semplice, composta principalmente da pianoforte e archi, con una batteria per niente invadente, che scandisce inesorabile il tempo del brano. Le premesse indicano una potenziale midtempo d’amore, ma la prima sorpresa è proprio nel testo: un inno alla vita, al godersi a pieno le emozioni e ad abbandonare le paure della maturità.

Ed è proprio la maturità la parola chiave di questo brano: la sensazione di essere riusciti a superare alcuni dei bivi della vita, consapevoli del fatto che non è finita qui, ma certi di affrontare l’incertezza del futuro a testa alta e con una cognizione di, appunto, maturità in più.
Le parole sono state scritte dall’artista stessa e se ascoltate con attenzione, probabilmente anche voi vi chiederete come una ragazza di 22 anni riesca a concepire versi quali “la sorte fa un inchino e scappa via“. Ebbene, questa è la magia di Benedetta Esse.

La semplicità di questo brano si rispecchia anche dal punto di vista vocale dell’interprete. C’è una sensazione di cantautorato, infatti non troviamo vocalizzi e svolazzi alla Mariah Carey o Céline Dion, anzi, la prima impressione che ho avuto è stato un rimando all’album Suono Naturale di Ilaria Porceddu, che probabilmente ho ascoltato solo io, ma che per essere un album di debutto è veramente grandioso; questo non risulta affatto pesante, perché l’anima pop si armonizza creando un connubio che si adatta perfettamente alla canzone. Questo minimalismo però è sufficiente per farci un’idea delle grandi potenzialità dell’artista, che vi assicuro sono formidabili e su questo fidatevi perché lo so.

Molto probabilmente si tratta di opinioni soggettive, che variano a seconda dell’ascoltatore ed è proprio questo il bello, la capacità di adattare un brano in base alle proprie esperienze e sono sicuro che Benedetta Esse ha ancora molto da raccontare, da cantare e da fare da colonna sonora per qualche evento della nostra vita.

Il brano è acquistabile su Amazon, iTunes, Google Play e in tutti gli altri portali che conoscete molto meglio di me, ma è anche ascoltabile gratuitamente su Spotify, quindi non avete scuse per non dare una possibilità a un’artista italiana assolutamente valida.

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