Recensione: Queen Of The Clouds – Tove Lo

Queen_of_the_Clouds_Tove_Lo_coverPartiamo sempre dalla solita questione: chi minchia è Tove Lo? Una. Una cantante, per la precisione. Una cantante molto figa, consigliatami da un mio carissimo amico. Zoran, abbello, te bacio tutto!

Tove nasce a Stoccolma, Svezia, e ha iniziato a farsi conoscere negli ultimi anni come autrici per artisti del calibro di Icona Pop, Cher Lloyd, Gavin DeGrew, Girls Aloud e Lea Michele (per la precisione, ha scritto Thousand Needles). Poteva un’artista di questo genere starsene in silenzio? Grazie a Dio no, e decide di pubblicare questo bellissimo album dal titolo Queen Of The Clouds.

Il componimento si dimostra molto completo e omogeneo; l’ascolto è anche facile e scorrevole, non solo grazie a dei pezzi di durata medio-breve (3-4 minuti), ma anche per l’immediatezza e la perizia tecnica di ogni singolo brano che rendono il tutto non solo bello da un punto di vista musicale, ma anche strutturale; infatti è progettato come una sorta di pièce teatrale, suddivisa in tre atti: THE SEXTHE LOVE e THE PAIN, in pratica un normale storia d’amore dalla quale siamo passati TUTTI.

In THE SEX troviamo dei pezzi molto trascinanti e ritmati, che riescono ad altalenare momenti di tranquillità ad attimi più energici. Arriviamo a quello che potremmo definire come l’apide dell’atto, per non dire l’orgasmo (o meglio eargasm), con il brano Timebomb, il mio preferito di tutto l’album, in cui ho potuto sentire i fuochi d’artificio delle percussioni, roba che manco Katy Perry in Firework. Tra l’altro, a mio parere, sarebbe un singolone che te dico levate.

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THE LOVE è già più statico a livello emozionale per quanto riguarda il sentimento di base. Sentiamo infatti un livello passionale più intenso e positivo, ma comunque fragile ed è proprio in Not On Drugs che inizia a sentirsi il cambiamento che verrà affrontato in maniera maggiore in THE PAIN. 

In questa terza parte infatti dominano temi individualisti e si compie una ricerca di sé nella quale possiamo identificarci e sentire quasi come un déjà-vu. Se dovessi trovarci un messaggio, sarebbe quello di ricordare di non annullare mai noi stessi, specialmente quando ci si ritrova da soli dopo una relazione finita male. Però sto divagando. Dio, quanto mi piace quest’album.

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Tornando a noi, mi pare abbiate capito che l’album è composto egregiamente. I brani sono stati scritti da Tove Lo stessa, mentre la produzione è la migliore, ovvero quella scandinava. Tra l’altro, mi pare doveroso citare come produttori Klas Åhlund e Alexander Kronlund, che voi non conoscete, ma io sì, perché hanno lavorato con molti artisti del calibro di Robyn e l’Altissima, quindi mica cazzi.

A livello di genere, possiamo considerarlo squisitamente pop, con sfumature vintage che però è molto di tendenza al momento. Per intenderci, siamo su una musica molto da Lorde e Lykke Li. Non mancano influenze alternative da Marina and the Diamonds e Florence + the Machine.

Insomma, non so più come dirvi di ascoltare quest’album.

Voto: 9+

Tove Lo – Queen Of The Clouds:

  1. THE SEX – Intro
  2. My Gun
  3. Like ‘Em Young
  4. Talking Body
  5. Timebomb
  6. THE LOVE – Interlude
  7. Moments
  8. The Way That I Am
  9. Got Love
  10. Not On Drugs
  11. THE PAIN – Interlude
  12. Thousand Miles
  13. Habits (Stay High)
  14. This Time Around
  15. Run On Love
    Deluxe Edition
  16. Love Ballad
  17. Stay High – Habits Remix
  18. Not Made For This World
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